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日志


2月12日

Polvere e cenere.

Polvere e cenere.

Non rimane nient’altro. Nè un emozione, nè un brivido, nè quel calore che sentivo accarezzare la mia pelle.

Solamente qualche minuscolo granulino di un periodo strano. Strano, un aggettivo abbastanza frequente.

Strano il modo con la quale ogni cosa è nata ed è finita. Strana la nube di pensiero che in quel momento annebbiava la mia mente, ma non riuscivo a rendermi conto che era ed è soltanto cenere di qualcosa che ha perso il senso.

E perchè? L’apatia per qualcosa di incomprensibile? Per qualcosa che neanche riuscivi a capire cosa fosse?

Tutto questo ora è nulla.

Voli via e assieme a te porti solamente quel piccolo stralcio di tempo oramai vanificato.

A cosa sono serviti quei falsi sorrisi e quelle parole inutili? Quelle belle promesse, troppo grandi per essere mantenute?

Nulla. Nulla. Nulla.

Solo una falsa illusione che rimane tale.

Solo piccoli momenti che rimango lì, come milioni di spermatozoi in un preservativo usato per una folle notte e basta.

Ma tutto ciò non permane, scivola via come soltanto una cosa priva di anima può fare.

 

Ecco però che in questa nube, in questa foschia si sente quella voce che come il sole dietro le nuvole, ispira tranquillità, serenità.

Ritorno a un qualcosa di normale e non di angoscioso.


Niente ti da il tormento e tu non vorresti sentire altro che la sua voce, così leggera e sicura.

Così limpida e serena. 


Come quella leggera brezza che spazza via quel piccolo cumulo di cenere e polvere.

1月29日

"Wow..non posso crederci"

E lo sguardo rimane fisso su quei vetri.

Cosa starà mai guardando? Cosa c’è di tanto interessante al di là di quella vetrata? Queste sarebbero le domande che una persona si farebbe se vedesse un ragazzo con questo sguardo perso, e il viso sognante. 


Magari può essere solamente la conseguenza di un' ora infinita di matematica o italiano, ma credo ci sia qualcosa di più. Un altra ragione che spinge quel ragazzo a guardare costantemente la finestra, come se fosse catturato da una qualche luce paradisiaca, un qualcosa che per nulla al mondo può perdersi.


Sono piccoli momenti, piccoli minuti di un' intera vita spesi a sognare, sognare, sognare.

Non importa se il professore l’ha già richiamato un paio di volte, a lui non interessa, interessa solo quel “qualcosa”.


Probabilmente non vi è nulla al di là, ne un bel sedere ne una macchina rara, anzi sicuramente non vi è nulla altrimenti sarebbero tutti affacciati, con una curiosità irrefrenabile di scoprire: “Chi è quella bonazza?” “Di chi è quella macchina?”, e con i relativi commenti che vi risparmio.

No, non è nulla di tutto ciò.

E’ il suo pensiero che vola via sperando di incrociare il pensiero della persona desiderata, che le ha regalato un momento eterno, un momento mai provato prima d’ora forse perchè non pensava esistesse.

Avrà sicuramente vissuto uno di quei momenti che ti portano a pensare il giorno dopo appena sveglio: “Wow..non posso crederci”.


E’ questo ciò che invade la mente di quel giovane, esattamente quella frase, e la sua ragione cerca in tutti i modi di dare una spiegazione, ma non vuole, a lui va bene così, lui vuole essere confuso e felice, solamente nella confusione più totale riesce a provare veramente qualcosa. Riesce a esprimere il suo desiderio, un desiderio che non muore mai. Un desiderio che lo porta a fissare quei vetri, con la speranza che suoni la campanella e che possa correre dalla sua dolce compagna, dalla sua dolce musa.

E’ il suo sogno che diventa realtà.


I due pensieri che si fondono in un bacio idilliaco.

 

 

 

10月16日

Ancora nei miei pensieri.

Eppure sei ancora nei miei pensieri.
Nonostante tutto mi convinca a levarti quel posto, tu ci sei ancora.
Non hai voglia di andartene, non hai voglia che qualcuna possa prendere il tuo posto.
E neanche io ne ho voglia.
So di non poterti avere nella realtà.
Mi godo il tuo pensiero. 
Mi godo quell’illusione che forse un giorno ritornerai da me.
Sono felice al sol pensiero che tu vivi ancora dentro di me.
Un piccolo fuocherello che non cessa di espandere il suo calore.
Vivi dentro me.
Vivi almeno dentro me.


8月28日

Una felicità unica.

Impara dallo sguardo

di una piccina.


L’innocenza di due piccoli occhietti che ti guardano, ti fissano. Chissà cosa guardano. Chissà cosa inducono a pensare quelle due dolci palline nere. 
La bellezza dell’ingenuità di una piccola bimba che ti sorride, e cerca in te a sua volta un sorriso. Spera che quel suo piccolo gesto possa far sorridere il mondo intero.
E’ proprio questa spontaneità che rende il sorriso e lo sguardo di una bambina unico al mondo. Non è più possibile vedere un viso angelico se non a questa età. L’età più candida di ognuno di noi, dove non vige solamente la regola fondamentale del comportamento, del rispetto, dell’obbligo e di tante altre regole insegnate. In questi piccoli anni conta solamente la libertà, il desiderio di giocare, di entrare piano piano in questo mondo così misterioso e piacevole. Ai loro occhi sembra un mondo fiabesco, magari uno di quei mondi che la loro mamma racconta tutte le sere per farle addormentare. Quei racconti in grado di far viaggiare. Magicamente dietro quelle tenere e indifese spalle crescono due piccole ali, che portano il nostro viaggiatore oltre ogni limite, oltre ogni confine. Lo portano in un posto che è unico, una magica dimora dove il bambino può correre, giocare e combinare pasticci. Al ritorno da questo viaggio incantato il bambino si addormenta e si rifugia nei meandri dei sogni che per loro sono un altro mondo piacevole da scoprire. Un altro universo parallelo e allora si rendono conto di vivere in mondi di diversi e ogni volta questa idea li stuzzica e sfocia in un unico pensiero, in un unico gesto: un tenero sorriso.
Cercano un abbraccio, cercano un petto dove poter appoggiare la testa, delle braccia che li possono proteggere, e sino a quando non si sentono completamente al sicuro non si lasciano andare, non intraprendono quel viaggio in uno di quei mondi. Mentre li tieni in braccio e senti il loro tenue respiro provi un senso di protezione, di dolcezza rara in questo mondo.
Tu, uomo grande e vissuto, puoi solamente imparare da queste dolci creature; imparare che è loro il mondo. Appartiene solo ed esclusivamente a loro. Ai loro sogni, alle loro avventure e ai loro desideri. Ma sei troppo occupato a prevalere prepotentemente sulla gente che perdi di vista il tuo sogno. I desideri che avevi da piccolo ormai sono svaniti insieme alla tua cupidigia. E questo come ti fa sentire? Solamente un inerme, un debole. 
Un piccolo consiglio: impara dallo sguardo di una piccina.


Noemi
8月26日

Hakuna Matata

Senza Pensieri

Pensare a ciò che si vuole. 
Quanti hanno le idee chiare su ciò che vogliono?!
Il punto è che non si vuol pensare. Non si vuole riflettere sulle cose, sui propri desideri, i propri sogni. E’ preferibile vivere la propria vita senza problemi. Ma quanto tempo può durare? Alla fine cominci a farti un fottio di domande e non fai altro che crogiolarti lo stomaco.
Ti dimentichi cosa significa spontaneità, semplicità e soprattutto felicità. Perdi di vista il tuo equilibrio. Le colonne che sollevano la tua vita cominciano a screpolarsi. 
Ti senti perso e non riesci più a distinguere il giusto dallo sbagliato. Tutte le tue affermazioni o negazioni diventano interrogative.
E’ come cadere nelle sabbie mobili, più cerchi di risalire più ti tirano verso il basso e tu provi a fare qualsiasi cosa ma ti accorgi che sono solo azioni stupide e senza senso.
Sono sensazioni terribili che distruggono la tua stabilità, e allora si cerca di trovare il colpevole, ma non si comprende che questo malore è solamente causa propria.
Soluzione?!
Una bella dose di allegria e mare con persone spensierate e desiderose di non farti pesare nulla, che non intendono giudicarti o esigere sempre qualcosa da te. Escursione col Quad, giretti con il pedalò e qualche piccola lezione di guida. Vi ringrazio perché siete riusciti a non farmi sentire di troppo e farmi vivere questi giorni con tranquillità. Ero sereno e tutti i problemi anche se ogni tanto comparivano non hanno fatto parte di questa piccola vacanza.
E’ stato un fantastico spiraglio di luce. 
Tuttavia si sa che “oltre le nubi il sereno c’è”.


 

  

7月17日

Sono felice.

In questi casi, ogni persona ragionevole si siede 5 minuti a tavolino e decide di trovare un saluto appropriato e meno scontato.
Io l'ho fatto e indovinate un po'? Non l'ho trovato, quindi passo subito all'inizio di questo primo blog che posto in questo nuovo Space.

Sono un ragazzo che si avvicina al 18° anno di età, con serenità devo ammettere. Potrei dire con forza di sentirmi molto sereno, senza pesi sulla coscienza, rimorsi o frustrazioni. Molte persone durante la mia giovane esistenza mi hanno descritto in maniera diversa; ho sentito descrizioni di tutti i tipi con i relativi aggettivi. Sinceramente non sono mai stato bravo a descrivermi, ho sempre lasciato che le persone avessero una loro opinione su di me, e solo ora mi rendo conto di aver sbagliato. Ho sbagliato perchè ho permesso che le persone mi giudicassero per ciò che io ritengo di non essere.
Sbaglio, sbaglio, sbaglio. 
Sinceramente è stato un bene aver commesso tutti gli errori possibili e immaginabili (che in effetti ho commesso). E' stato un bene perchè mi hanno fatto crescere. C'è chi direbbe che ho impiegato molto tempo per accorgermene e tuttora faccio alcune chicche, di cui non vado per niente fiero.
Oltre che sbagliare, penso di essere sempre stato umile, forse fin troppo. A volte la mia umiltà mi rende fragile davanti a persone così sicure di loro. Ci sono stati momenti per me tragici, momenti in cui mi sentivo soffocare. Sentivo di voler esplodere, dimostrare che non sono il passivo e apatico Vale a cui scivolano tutte le più grandi cattiverie. 
E' come trovarsi nelle sabbie mobili, più cerchi di risalire più loro ti tirano giù.
Sinceramente non saprei descrivere altro di me. Penso che comunque imparerete altro di me se vi va.

Per quanto riguarda la mia Vita, tutto ciò che mi circonda, penso che non mi manca nulla. 
Amore, amici e passioni.
Sono uscito da un periodo di transito durato due anni. E' stato un periodo parecchio torbido ora che mi rendo conto.
E' stato un periodo che io definisco sinceramente poco sereno, passavo tutti i minuti della mia vita a crogiolarmi e a domandarmi se ogni cosa che facevo servisse a qualcosa, e quel qualcosa che magari mi sarebbe servito non l'ho fatto.
Non ero me stesso e solamente ora me ne rendo conto.
Mi comportavo come se il tempo facesse tutto da solo, lasciavo a lui l'arduo compito di sistemare le cose a volte non mi rendevo conto che solamente facendo così peggioravo la situazione. La situazione con me stesso. Non mi fermavo quei 5 secondi che mi servivano per conoscere veramente me stesso.

Ora mi rendo conto di avere la giusta lucidità per capire, analizzare e vivere la mia vita. Ho finalmente capito quando soffermarmi a riflettere e quando essere spontaneo, e tutto questo avviene nella maniera più umana possibile. 
Umanità.
(che parolone)
Penso di aver acquisito la capacità di pesare le cose che faccio o che dico, di non lasciare tutto al caso, cercando di non accontentarmi su certi aspetti della mia vita. 
Sono finalmente riuscito a comprendere dove sbaglio e cosa più importante come rimediare i miei errori, e come evitare di commetterli nuovamente.

E dopo questo posso iniziare questo nuovo spaces dicendo fermamente: sono felice.

Ed eccomi qui...

(foto by Zizi)